Ucraina: è arrivato il momento delle trattative?. COSMO italiano. 25.02.2025. 22:02 Min.. Verfügbar bis 25.02.2026. COSMO. Von Francesco Marzano.
Ucraina: è arrivato il momento delle trattative?
Stand: 25.02.2025, 16:43 Uhr
di Francesco Marzano, Enzo Savignano e Tommaso Pedicini
Dopo tre anni di guerra e centinaia di migliaia di vittime tra civili e militari, si continua a combattere nel Donbass e nella regione russa di Kursk. Eppure, soprattutto grazie al cinismo di Trump, i contendenti potrebbero sedersi presto ad un tavolo per discutere un armistizio. In tutto questo l'Europa rischia di giocare un ruolo marginale, quando non del tutto inesistente. Alla fine ne potrebbe risultare, se non una "pace giusta", almeno la fine del massacro. Un podcast con Enzo Savignano, Mirko Mussetti e Claudia Bettiol.
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L'orgoglio del popolo ucraino
La solidarietà tedesca agli ucraini
Ieri, lunedì 24 febbraio, si sono svolte numerose manifestazioni in occasione del terzo anniversario dell’invasione russa, soprattutto a Berlino, a cui hanno partecipato tedeschi ed ucraini. Un corteo è partito dall’ambasciata ucraina, passando anche davanti all’ambasciata russa e ha quindi raggiunto la Porta di Brandeburgo. In seguito si è svolta anche una veglia davanti all’ambasciata russa e una preghiera interreligiosa per la pace nella chiesa di Santa Maria in Alexanderplatz.
Eventi commemorativi e manifestazioni si sono tenute anche in altre città, tra cui Karlsruhe, Lipsia, Dresda e Potsdam. Il Deutscher Städtetag, l’associazione dei comuni tedeschi, ha ribadito la sua solidarietà agli ucraini. "Le città tedesche sono e rimarranno solidali con il popolo ucraino", ha affermato il presidente dell'associazione e sindaco di Münster, Markus Lewe. Tra le città tedesche ed ucraine sono attivi ben 210 gemellaggi e partenariati.
Quanti ucraini vivono in Germania?
Secondo l’UNHCR, agenzia ONU per i rifugiati, circa sette milioni di ucraini sono fuggiti dal loro Paese a causa della guerra. La maggior parte sono rimasti in Europa, in particolare in Polonia e in Germania. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica nello scorso mese di ottobre, in Germania risiedono 1 milione e 256.000 ucraini. Il numero è andato aumentando in questi tre anni, nel primo anno e mezzo si à verificato un vero e proprio esodo, soprattutto di anziani, donne e bambini, successivamente si sono aggiunti anche gli uomini, sia giovani che adulti.
Secondo l’Agenzia federale per il lavoro, oltre 245.000 ucraini hanno trovato lavoro in Germania. Ricordiamo che tutti i profughi di guerra provenienti dall’Ucraina ricevono automaticamente uno status straordinario, paragonabile a quello dei cittadini dell'Unione europea e quindi possono accedere facilmente anche ai sussidi sociali.
Gli aiuti militari tedeschi a Kiev
La Germania è stato il Paese dell’Ue che ha fornito più aiuti in termini economici, ma anche armi all’esercito ucraino. Solo per il 2024 lo Stato federale ha sostenuto Kiev complessivamente con oltre 7,1 miliardi di euro in aiuti militari. È possibile consultare sul sito ufficiale del ministero della Difesa la lista completa di tutte le armi che sono state inviate all’esercito ucraino in questi tre anni.
Finora però il cancelliere, ancora formalmente in carica, Olaf Scholz, nonostante le pressioni di opposizione ma anche degli alleati della sua coalizione, si è sempre rifiutato di inviare i missili a lungo raggio Taurus in Ucraina.
Con la Cdu al governo cambia la strategia militare pro Kiev?
Per ora l’Unione CDU/CSU e il suo leader, Friedrich Merz, come del resto anche la SPD, sono favorevoli ad un ulteriore aumento delle sanzioni alla Russia, come già stabilito dai ministri degli Esteri dei Paesi membri della Ue di recente a Bruxelles. Il nuovo pacchetto comprende ulteriori restrizioni commerciali e misure contro i media. Le nuove misure colpiscono settori fondamentali dell’economia russa, quali energia, commercio, trasporti, infrastrutture e servizi finanziari, aumentando allo stesso tempo gli sforzi che mirano a impedire l’elusione delle sanzioni stesse.
L'Ue con questo pacchetto di misure intende aumentare la pressione sulla Russia, dopo i primi colloqui diretti dei giorni scorsi tra Washington e Mosca, e le notizie, ancora non ufficiali, di un possibile incontro tra il nuovo presidente Usa, Donald Trump e Vladimir Putin. Colloqui e trattative che taglierebbero fuori gli europei e potrebbero imporre condizioni di pace pesanti all’Ucraina.
Il nuovo ruolo degli Usa sotto la guida di Trump
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Solidarietà dei leader europei a Kiev
Ieri gli Stati Uniti si sono disallineati dai partner europei, votando contro il testo della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Oltre agli Stati Uniti, ha votato contro il ritiro immediato e senza condizioni delle truppe russe dal territorio ucraino, come c'era da aspettarsi, anche la Russia, oltre ad altri 16 Paesi. 65 gli Stati astenuti, 93 quelli a favore. Per fare un confronto, una simile risoluzione dell'ONU due anni fa aveva ottenuto molti più voti favorevoli: 141.
Sembra calare quindi il consenso e il sostegno all’Ucraina del presidente Zelensky: “Il mondo vuole tornare a fare affari con Mosca, e questo può anche significare voltare le spalle all’Ucraina”, spiega Mirko Mussetti, analista geopolitico, giornalista e autore, membro del comitato editoriale della rivista “Limes”. La Russia ha il tempo dalla sua parte - aggiunge Mussetti - e questo non fa che logorare lentamente sia l’esercito che la popolazione civile ucraina.
La testimonianza da Kiev
Nella capitale ucraina abbiamo raggiunto Claudia Bettiol, slavista e autrice esperta di Ucraina che vive da anni nel Paese in guerra. In occasione del terzo anniversario dallo scoppio del conflitto, il presidente ucraino Zelensky ha omaggiato le decine di migliaia di vittime e definito "eroica" la resistenza del suo Paese contro l'aggressione russa. Il ministro della difesa, Rustem Umerov, ha aggiunto che l'Ucraina è diventata più forte, i soldati combattono per ogni metro quadrato di terra e il Paese lavora alla vittoria della guerra.
“In realtà la situazione è molto ambigua – sottolinea Bettiol - ovviamente le commemorazioni sono state molto commoventi, ma sono state oscurate dall’escalation delle ostilità. Le forze russe hanno lanciato più di 400 attacchi con droni nelle ultime 48 ore, causando anche danni abbastanza significativi in diverse città tra cui Odessa.”