Per salvare il pianeta non è ancora troppo tardi!. COSMO italiano. 14.02.2025. 17:34 Min.. Verfügbar bis 14.02.2026. COSMO. Von Francesco Marzano.
Per salvare il pianeta non è ancora troppo tardi!
Stand: 14.02.2025, 18:00 Uhr
a cura di Francesco Marzano e Tommaso Pedicini
Fermare il cambiamento climatico è fondamentale per salvare la nostra specie su questo pianeta - questo l'appello lanciato dalla climatologa Giorgia Di Capua del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) nel giorno dello sciopero per il clima indetto da Fridays for Future. Intanto, i temi dell'ambiente sembrano scomparsi dalle agende politiche in questa campagna elettorale, nonostante gli studi scientifici riportino dati sempre più allarmanti sul riscaldamento globale.
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Siccità e alluvioni: due facce della stessa medaglia
Sciopero per il clima
Oggi, 14 febbraio, è stata la giornata dello sciopero climatico (Klimastreik), indetto da Fridays for Future. In tutta la Germania si sono tenute più di 150 manifestazioni.
Il movimento di protesta per la giustizia climatica vuole dare un segnale forte alla politica, in vista delle imminenti elezioni federali.
I portavoce di Fridays for Future sostengono che la Germania, nonostante quello che si dice, non sia un modello quanto a impegno ecologico: il governo uscente ha sì sostenuto l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili e fatto passi in avanti verso la graduale eliminazione dei motori a combustione fossile. Ma lo stesso governo, anche a causa degli stravolgimenti geopolitici degli ultimi anni, ha fatto massiccio ricorso al gas come fonte di energia e non si sarebbe impegnato come promesso nella tutela dell'ambiente.
Il clima è scomparso dalle agende politiche
Ma soprattutto il tema della lotta al cambiamento climatico sembra scomparso dal dibattito politico. Nella maggior parte dei manifesti elettorali della parola clima non c'è traccia. L'argomento è largamente ignorato anche nei talk show e nelle interviste e non è stato affrontato nemmeno nel primo duello televisivo tra i candidati cancellieri Olaf Scholz (SPD) e Friedrich Merz (CDU). Eppure i sondaggi mostrano che il cambiamento climatico rimane per molti elettori una delle maggiori sfide del nostro tempo.
E a ragione, visto che nel 2024 la temperatura media globale ha superato per la prima volta la soglia di 1,5 gradi in più rispetto all'era preindustriale. E che il record successivo l'abbiamo già battuto proprio il mese scorso: a gennaio 2025: con ben 1,7 gradi di riscaldamento.
Chi è Giorgia Di Capua?
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La climatologa Giorgia di Capua
34 anni, torinese, Giorgia Di Capua, è arrivata in Germania 10 anni fa per un Erasmus ed oggi è a capo del gruppo "Climate Extremes" del PIK, il "Potsdam Institute for Climate Impact Research". Lo studio del cambiamento climatico è il suo pane quotidiano, Di Capua studia in particolare l'effetto incrociato di eventi climatici che avvengono anche a notevole distanza geografica tra loro, ad esempio come i monsoni in India possono modificare il clima nel Mediterraneo.
Secondo Giorgia Di Capua, non è troppo tardi per cercare almeno di stabilizzare l'aumento della temperatura del nostro pianeta, anche perché le conseguenze di un aumento fino a 2 gradi si possono prevedere, mentre è difficile dire cosa succederebbe al pianeta e ai suoi abitanti con un aumento di, per esempio, 4 gradi. In questo senso ogni nostro gesto, per quanto piccolo e quotidiano – ricorda Di Capua – può contribuire a ridurre le emissioni di CO2.
Recenti studi sul clima non lasciano ben sperare
L'ong Germanwatch ha pubblicato di recente l'indice di pericolo climatico (Klima-Risiko-Index) relativo agli anni 1993-2022. Dallo studio si evince come, oltre ai paesi più colpiti da catastrofi naturali come la Repubblica Dominicana, la Cina, l'Honduras, il Myanmar e l'India, anche Italia, Grecia e Spagna sono in cima alla classifica di rischio climatico. Secondo Germanwatch in questi tre decenni in Italia le grandi ondate di calore sono costate più di 38.000 vittime, questo dimostra che anche i Paesi relativamente ricchi devono urgentemente migliorare la loro gestione del rischio climatico.
La Germania si trova al 48° posto su 171 paesi, quindi non troppo lontana dai paesi maggiormente a rischio. Prova ne sono le tre ondate di calore estreme del 2003, 2018 e 2022, ma anche gli eventi alluvionali, come quello dell'Ahr del 2021.
A rincarare la dose arriva uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature Medicine e condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine. Lo studio pronostica che il cambiamento climatico in corso potrebbe portare a un aumento significativo delle morti dovute al caldo eccessivo in tutta Europa, in particolare nell'area mediterranea. Le morti potrebbero aumentare di ben 2,3 milioni entro il 2099 con Roma, Milano e Napoli tra le 10 città europee con il maggior numero di vittime.
L'unica contromisura in grado di evitare il 70% delle morti, osservano i ricercatori, sarebbe un'azione rapida e urgente per ridurre drasticamente le emissioni di CO2.
Le interviste del venerdì di COSMO italiano
Ogni venerdì il nostro podcast incontra un italiano o un'italiana in Germania con una storia che vale la pena di essere raccontata. In una sorta di lungo viaggio all'interno della nostra comunità, ci sposteremo da Berlino a Monaco, da Amburgo a Stoccarda. Oggi siamo stati a Potsdam.