Integrazione in Germania fra tagli e ostacoli COSMO italiano 01.04.2025 23:59 Min. Verfügbar bis 01.04.2026 COSMO Von Francesco Marzano

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Integrazione in Germania fra tagli e ostacoli

Stand: 01.04.2025, 17:58 Uhr

a cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Daniela Nosari

In Germania si parla da mesi solo del binomio migrazione-sicurezza, dimenticando l'integrazione. Tanto che la coalizione semaforo ha tagliato radicalmente i fondi per i corsi di integrazione, come ci racconta Cristina Giordano. Del dibattito attuale parliamo con Silvio Vallecoccia, referente del Landesintegrationsamt nel Nordreno-Vestfalia. E il futuro del Club Italia a Berlino, che da decenni unisce sport e integrazione, è a rischio: per volontà politica, accusa il presidente Mario Livolsi.

Poco spazio per l'integrazione, nella politica tedesca | Bildquelle: Imago

Il bilancio di Faeser sull'immigrazione

La ministra degli Interni uscente, Nancy Faeser, SPD, oggi (1 aprile 2024) ha fornito un bilancio del suo ministero, con focus "immigrazione", confermando la tendenza della politica tedesca a parlare di stranieri soprattutto in termini di sicurezza. Faeser ha sottolineato la diminuzione di richieste di asilo (-50%), l'aumento delle espulsioni (+55%) e ha citato il numero di 50.000 persone respinte alle frontiere, dall’introduzione di alcune recenti misure. Dati che vengono comunicati come un "successo" della coalizione semaforo.

«C’è ritrosia all’interno dei partiti a parlare di fenomeni di integrazione, o di plurilinguismo. Discorsi che stanno lasciando il posto a sicurezza e prevenzione della violenza. Come se il fenomeno migratorio avesse a che fare solo con questi aspetti» commenta ai microfoni di COSMO ITALIANO Silvio Vallecoccia, referente presso il Landesintegrationsrat NRW, il Consiglio per l'integrazione del Nordreno-Vestfalia.

Che fine ha fatto l’integrazione?

Faeser ha ricordato anche la validità dell’integrazione in Germania, aggiungendo «la Germania è un Paese di immigrazione, e deve rimanere tale». Uno dei punti chiave ribadito da Faeser è l’arrivo di manodopera qualificata, +77% dal 2021, ovvero dall’inizio della coalizione semaforo, che due anni fa ha introdotto anche una riforma per semplificare l'ingresso di lavoratori qualificati stranieri, e rendere più attraente lavorare in Germania. Il governo uscente ha inoltre inserito il lavoro, la conoscenza della lingua e l'integrazione in un sistema a punti che facilita l'ottenimento del visto e della cittadinanza tedesca.

I tagli ai corsi di integrazione

La ministra socialdemocratica Faeser ha sottolineato l’importanza di garantire i corsi di integrazione, estesi anche ai richiedenti asilo. Il numero di persone che ne hanno usufruito è triplicato, passato da 104.356 nel 2021, a 363.450 nel 2024, anche per l'arrivo dei profughi ucraini. Da un lato però Faeser ne sottolinea l’importanza, dall’altro il suo governo ha scelto di tagliarne i fondi.

Per fare un confronto, nel 2024 sono stati spesi per i corsi di integrazione 1,2 miliardi di euro. Per il bilancio 2025 ne sono stati previsti invece poco più di un miliardo (763 milioni, più 263 milioni con delibera aggiuntiva). In sostanza, i partecipanti aumentano, ma i fondi diminuiscono.

A chi sono rivolti i corsi di integrazione?

Il corso di integrazione è un corso di lingua e di orientamento culturale in cui gli stranieri imparano la lingua tedesca, e alcune nozioni sul sistema giuridico, sulla storia e sulla cultura tedesca. Tra gli insegnamenti, anche i valori fondamentali della Germania, come la libertà di religione e la parità di diritti tra uomini e donne. Sono offerti a richiedenti asilo, ai migranti con permesso di soggiorno, e in generale a cittadini stranieri, anche dell'Unione Europea e persino a tedeschi con particolari esigenze di integrazione.

Non sono totalmente gratuiti, ma sono per metà a carico dei partecipanti e per metà a carico del ministero per la Migrazione. Sono gratuiti solo per chi percepisce il redditto di cittadinanza o un sussidio sociale per richiedenti asilo.

I fondi stanziati sono inclusi in un bilancio provvisorio del 2025, che dovrà essere probabilmente approvato dal futuro nuovo governo, ma gli effetti potrebbero vedersi a breve, con tempi di attesa più lunghi per i partecipanti, difficoltà per aziende di trovare manodopera che parli tedesco, disoccupazione per insegnanti, chiusura degli istituti.

I tagli dei fondi si inseriscono in una riduzione delle politiche per l'integrazione della politica tedesca. Nella delibera di fine 2024 sono state introdotte restrizioni, per esempio per ripetere i corsi, per i rimborsi delle spese di viaggio, previste solo in casi eccezionali e sono stati cancellati corsi speciali per giovani, genitori e donne.

Le richieste delle organizzazioni

Le organizzazioni chiedono un aumento di budget pari almeno a 1,1 miliardi di euro per il bilancio 2025. Ma propongono anche di legare i corsi di lingua al mondo del lavoro, in modo da essere più efficaci.

I dati sull'efficacia dei corsi di integrazione

Secondo uno studio dell'Agenzia del Lavoro, i profughi ucraini che nel 2023/2024 hanno trovato un lavoro sono quasi raddoppiati rispetto al 2022, e il numero aumenta mese dopo mese. Uno dei motivi principali indicati dallo studio è che molti hanno completato un corso di integrazione. Inoltre l'80% ha dichiarato di non parlare tedesco quando è arrivato in Germania. Dopo circa due anni, oltre la metà degli intervistati ha giudicato la propria conoscenza di tedesco buona o abbastanza buona.

Secondo un altro studio di IAB (Istituto per il mercato del lavoro), le chance di trovare lavoro, dopo aver frequentato un corso di integrazione, aumenterebbero in particolare per le donne, mentre proprio i corsi di integrazione speciali e rivolti a questa categoria sono stati stralciati.

Club Italia, una storia berlinese di integrazione

"Club Italia Berlin ADW e.V." è un’associazione calcistica italiana fondata a Berlino nel 1980 da italiani, ma le cui radici risalgono al Dopoguerra, a squadre che portavano il nome di "Bell’Italia" e "Gioventù Italia".  Il Club Italia Berlin è arrivato nel 2019 allo stadio Haselhorst a Berlin-Spandau, partito con sole 24 persone, oggi è una grande famiglia che conta 350 atleti, 16 squadre di calcio di diverse età e 21 allenatori. Ma l’associazione rischia di chiudere.

Il logo di Club Italia Berlin | Bildquelle: Club Italia Berlino

L’autorità distrettuale di Spandau ha infatti previsto lo spostamento dell’associazione sportiva in un altro stadio, al Fredy-Stach-Sportpark, ufficialmente “per motivi di spazio”. Il termine per spostare la maggior parte delle squadre è proprio oggi, 1° aprile.

Un trasferimento che non avrebbe solo conseguenze di tipo logistico, ma che potrebbe mettere a rischio l’esistenza stessa di Club Italia Berlin. I motivi sono molteplici, racconta Mario Livolsi, presidente del Club.

Principalmente si tratta di un’associazione di quartiere, che spostandosi di zona perderebbe sia gli allenatori, che gli iscritti, soprattutto i bambini. Livolsi denuncia una mancata risposta da parte della politica locale, e un clima ostile nei loro confronti fin dal loro arrivo presso la struttura di Haselhorst. Il Club ha lanciato per questo anche una petizione che con l'appoggio della comunità italiana a Berlino ha raccolto ad oggi circa 770 firme.