Voto in Germania: vince l'Unione, AfD oltre il 20 per cento COSMO italiano 24.02.2025 24:17 Min. Verfügbar bis 24.02.2026 COSMO Von Francesco Marzano

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Voto in Germania: vince l'Unione, AfD oltre il 20 per cento

Stand: 24.02.2025, 16:24 Uhr

di F. Marzano, T. Pedicini, C. Giordano, E. Savignano e C. Cruciani

Con un afflusso alle urne tra i più alti degli ultimi decenni gli elettori tedeschi premiano l'Unione, ma vola anche l'ultradestra mentre FDP e BSW rimangono fuori, i risultati con Enzo Savignano. La base CDU festeggia ma non esulta, Cristina Giordano ci racconta da Berlino la serata elettorale. Un'analisi dell'esito del voto da Tommaso Pedicini, caporedattore di COSMO italiano.

Markus Söder e Friedrich Merz | Bildquelle: dpa

Affluenza record

Quasi l’83% degli aventi diritto, parliamo di circa 56 milioni di elettori, il bacino elettorale più grande d’Europa, ha votato. Non si registrava un'affluenza elettorale così alta dal 1987, anno in cui l'84,3% degli aventi diritto andò alle urne, ma attenzione quella era ancora la Repubblica federale tedesca prima della caduta del Muro. Dopo la riunificazione c'era stato un picco solo nel 1998 con l'82,2% di affluenza: erano le elezioni che hanno posto fine ai 16 anni di cancellierato di Helmut Kohl (CDU) e hanno portato al primo governo federale con la partecipazione dei Verdi sotto il cancelliere Gerhard Schröder (SPD). Questa volta invece queste elezioni, tra l’altro anticipate, hanno portato alla fine del primo governo tripartitico nella storia della Repubblica federale tedesca, il cosiddetto semaforo rosso-giallo-verde, a guida socialdemocratica

Chi i vincitori di queste elezioni?

In base agli ultimi risultati (24 febbraio, ore 16) l’Unione CDU/CSU è il primo partito con il 28,52%. Al secondo posto la destra ultranazionalista AfD con il 20,8% delle preferenze, raddoppiata rispetto alla precedente tornata elettorale del 2021. È il primo partito praticamente in tutte le circoscrizioni dei Länder orientali. In Turingia, dove la campagna elettorale è stata condotta dal discusso Björn Höcke, accusato di essere un estremista sostenuto anche da gruppi dichiaratamente di estrema destra e neonazisti, ha ottenuto un preoccupante 38,6%. La destra estrema, ultranazionalista, populista in Germania non è più uno spauracchio bensì realtà.

Scholz e i socialdemocratici i grandi sconfitti

La SPD ha perso quasi 10 punti percentuali crollando al 16,4%, il peggior risultato di sempre. Scholz non ha ancora ufficialmente presentato le sue dimissioni, probabilmente anche perché, in base alla Costituzione, resta ancora formalmente in carica come cancelliere, ma ha già sottolineato che non parteciperà alle consultazioni per un eventuale accordo di governo. Anche Robert Habeck, leader dei Verdi, ha preso atto della sconfitta anche se il suo partito ha perso solo 3 punti scendendo all’11,6%. Habeck ha annunciato che non ricoprirà più ruoli di primo piano nel partito.

Crollo dei liberali

Per i liberali una catastrofe storica: la FDP non ha raggiunto la soglia del 5% prevista dalla legge elettorale che garantisce seggi al Bundestag fermandosi al 4,3% . Il leader Christian Lindner ha presentato le proprie dimissioni, a cui sono seguite anche quelle del segretario generale, Marco Buschmann.

La sorpresa a sinistra

La Linke è forse il vincitore inatteso di questa tornata elettorale. La vecchia sinistra antagonista ha probabilmente raccolto anche il voto di tanti socialdemocratici delusi dal recente corso della SPD. La Linke ha ottenuto l’8,77%, crescendo rispetto all’ultima tornata elettorale, invece il BSW, (Bündnis Sahra Wagenknecht), la nuova formazione populista della sinistra, costituita nata da una frangia ex Linke, si è fermata al 4,97%. La leader Sahra Wagenknecht ha annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale: per entrare nel Bundestag mancano al suo partito circa 13.000 voti e mancherebbero tanti voti dall’estero, dove molti non sarebbero riusciti a votare.

Qual è la coalizione di governo più probabile?

La tribuna politica dopo il voto di domenica | Bildquelle: getty images

Senza il BSW e FDP nel Bundestag, l’Unione CDU/CSU ha i numeri per governare alleandosi solo con la SPD per dare alla Germania un nuovo esecutivo entro Pasqua come promesso da colui che dovrebbe ricoprire la carica di cancelliere, Friedrich Merz il quale ha escluso una collaborazione politica con la AfD, che numericamente sarebbe l'opzione più comoda. Unione democristiana e socialdemocratici dovranno trovare l’intesa su temi spinosi e complessi che hanno diviso i due partiti nel corso della campagna elettorale: contenimento dell'immigrazione, crescita dell'economia e tagli al welfare come il Bürgergeld.

La lunga notte elettorale a Berlino

Nella capitale per noi, alla Konrad Adenauer Haus, la storica sede della CDU, c’era Cristina Giordano che ha incontrato anche una giovane italiana, Eleonora Luzzati. La giovane cristiano-democratica di 26 anni, ha dato una mano in questa campagna elettorale della CDU: “Da Merz – ha sottolineato Luzzati - mi aspetto la politica di una volta, una politica della quale ci si può fidare, spero che venga dimostrato anche a noi giovani che questo tipo di politica può essere ancora portata avanti con serietà. Di sicuro temi legati all'abitare, alla ricerca del lavoro, alla stabilità dell’economia ma anche al vivere in una società coesa, nonostante le differenze”..

Il commento di Tommaso Pedicini

Il caporedattore di Cosmo italiano analizza la vittoria della CDU, che però è stata inferiore alle aspettative anche di molti cristiano-democratici e forse dello stesso Merz: “Probabilmente – spiega Pedicini - perché dopo il disastro del governo semaforo e il voto anticipato l’Unione si aspettava maggiori consensi di quelli ricevuti. Inoltre Merz che, ricordiamolo, non ha mai avuto esperienza di governo, nemmeno come semplice ministro in un Land, è consapevole di quanto sarà difficile formare un governo, avendo sul tavolo solo un’opzione e zero alternative, vale a dire un complicato accordo con la SPD. Un accordo che comprende anche aspetti come la politica migratoria su cui democristiani e socialdemocratici hanno posizioni molto distanti. E, inoltre, Merz sa bene che, se dovesse fallire, spalancherebbe le porte all’estrema destra”.